Idee matrimonio

Adattare una location per i matrimoni civili? Ecco come fare


Il wedding è uno dei settori più gratificanti ma anche più complessi del settore della ristorazione e dell’accoglienza. Realizzare e manutenere una location adeguata richiede investimenti importanti, e saper gestire l’evento e la sua preparazione richiede competenza ed esperienza, anche quando si è affiancati dalla figura del wedding planner. Di contro il mercato delle location è sempre più sovraffollato e la concorrenza agguerrita, mentre le statiche sul numero di matrimoni celebrati ogni anno non sono particolarmente floride.

Una sferzata contro la crisi potrebbe essere quella di trasformare la tua location in un luogo autorizzato alla celebrazione dei matrimoni con rito civile. Le unioni non religiose, infatti, mostrano numeri ancora positivi, destinati a crescere con l’entrata a regime delle unioni civili. Non sempre, però, i Comuni dispongono di spazi congrui dove celebrare giorno più importante dei futuri coniugi: là dove gli enti locali non dispongono di palazzi storici, il rito avviene, generalmente, nella sala consiliare, un ambiente che spesso manca di calore e delle possibilità di essere riccamente addobbato. Inoltre il rito civile è assai breve, e tutto sommato si traduce in un passaggio obbligato che, dal punto di vista della magia e dell’atmosfera, poco aggiunge.

Attiva la convenzione con il tuo Comune


Un grande valore aggiunto che la tua location potrebbe offrire ai novelli sposi è la possibilità di celebrare l’unione con rito civile direttamente nella location dei festeggiamenti, all’americana. La normativa attuale non consente questo tipo di soluzione: il D.P.R. n. 396 del 3 novembre 2000, fonte normativa in fatto di matrimoni, impone che le celebrazioni avvengano all’interno della Casa Comunale, cioè nel Municipio o in altro luogo di proprietà dell’Ente. Dove possibile i Comuni impiegano a tale scopo spazi di pregio come palazzi storici, sale affrescate, parchi, litorali.

A dispetto della normativa, però, negli ultimi tempi si stanno moltiplicando le location private dove sindaci e messi comunali, con tanto di fascia tricolore, celebrano matrimoni. Queste unioni sono legali? Assolutamente sì. Nessuna pubblica amministrazione sognerebbe di giocare con lo stato civile, funzione fondamentale che lo Stato delega direttamente ai sindaci.

Questo succede nei paesi e nelle città dove le amministrazioni sono sensibili al turismo e alle necessità delle imprese che traggono beneficio dall’industria dei matrimoni. L’art. 3 del citato D.P.R. 296/2000 dispone che: “I comuni possono disporre… l’istituzione di uno o più separati uffici dello stato civile”, attribuendo alla Giunta comunale la facoltà di istituire o sopprimere i vari uffici separati. L’ente locale a propria discrezione e nei limiti della propria disponibilità, può concedere la dignità di ufficio di stato civile (e quindi di spazio atto alla celebrazione del matrimonio civile) a luoghi diversi da quelli normalmente deputati. Perché ciò sia possibile il Comune deve avere un titolo di possesso valido del luogo individuato: proprietà, affitto, comodato d’uso gratuito.

È la formula del comodato d’uso gratuito quella con cui si superano i limiti della legge: basta che l’imprenditore e la Giunta comunale stipulino un contratto di cessione in comodato d’uso di una porzione anche secondaria della location (un magazzino, una cantina), che l’intero immobile diventa un luogo atto a istituire temporaneamente un ufficio di stato civile, e quindi deputato alla celebrazione dei matrimoni.

Generalmente la cessione, che è soltanto pro forma (il Comune non utilizzerà mai il bene ceduto in comodato d’uso gratuito al di fuori della celebrazione dei matrimoni), è l’unica strada attualmente percorribile per celebrare legalmente matrimoni all’interno di proprietà private.

Verifica in Municipio se questa modalità è prevista nel tuo Comune: se la risposta è positiva informati sulla procedura, diversamente protocolla una richiesta al sindaco.

Qualora l’amministrazione locale non fosse disponibile a considerare questa modalità, l’unica strada è quella del doppio rito: gli sposi formalizzano nella Casa comunale, in presenza dei soli testimoni, e poi celebrano una seconda volta, nella tua location, davanti a tutti gli invitati.